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Un'arringa per una contropropsta sull'iniziativa popolare "Sì alla medicina complementare"

Berna, le 19 settembre 2007

Sì però alla medicina complementare

Di Peter Fischer *.

La medicina complementare non corrisponde solo ad un'esigenza molto diffusa, essa è anche efficace dal punto di vista medico. Per questo motivo, le prestazioni di medicina complementare chiaramente definite devono figurare nel catalogo delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria medico-sanitaria (AOMS). Le condizioni restrittive devono pertanto garantirne la qualità. Visto dall'ottica di un assicuratore di malattie, l'autore si batte in favore di una controproposta all'iniziativa per la medicina complementare. L'iniziativa popolare "Sì alla medicina complementare" viene trattata oggi, mercoledì, dal Consiglio nazionale. Il Consiglio federale raccomanda di respingere senza controprogetto l'iniziativa popolare e degli Stati.

Controprogetto con chiare condizioni

I metodi di trattamento della medicina alternativa sono apprezzati da molte persone perché sono di grande giovamento, tanto più che le cause di un disturbo della salute possono essere molteplici. La domanda dei pazienti dimostra che il successo del trattamento può essere raggiunto in diversi modi, nell'eventualità anche attraverso le vie concorrenziali. Per questa ragione, i metodi di trattamento della medicina alternativa devono essere fissati nell'assicurazione obbligatoria di cure medico-sanitarie (AOMS). Tuttavia si rendono necessarie a questo fine delle chiare basi che definiscano la qualità ed impediscano un eventuale abuso. L'iniziativa popolare "Sì alla medicina complementare" è, tuttavia, per molti aspetti non idonea e quindi bisogna confrontarla con una controproposta.

Bisognerebbe fissare nell'AOMS i cinque metodi di medicina complementare quali l'omeopatia, la fitoterapia, la terapia neurale, la medicina cinese ed antroposofica. Le prestazioni che si assume l'AOMS sono da definire in modo chiaro e definitivo. Queste ultime devono essere effettuate esclusivamente da medici che dispongono della relativa formazione professionale. In tal modo viene assicurato che anche con la medicina complementare i pazienti possano aspettarsi un trattamento con l'adeguata qualità.

Tutte le prestazioni che figurano nel catalogo delle prestazioni dell'AOMS sono esaminate in modo mirato per quanto concerne l'efficacia, l'utilità e l'economicità. Questi criteri sono definiti nella legge sulle assicurazioni-malattie (LAMal) e sono valide anche per la medicina complementare.
Se questi criteri non sono adempiuti, l'ammissione al catalogo delle prestazioni viene rifiutata. Un trattamento contemporaneo di medicina tradizionale e complementare non deve essere indennizzato dall'AOMS. Ulteriori crediti devono essere coperti tramite offerte delle assicurazioni complementari volontarie.

La richiesta dei promotori va troppo oltre

L'iniziativa popolare richiede la completa considerazione della medicina complementare nel sistema medico-sanitario svizzero. Essa aspira all'integrazione della medicina complementare in tutti i settori del sistema sanitario: cure ambulatoriali e stazionarie, medicinali, prevenzione, assicurazioni sociali, e nei corsi di formazione e di aggiornamento nonché nei tirocini e nella ricerca.

L'iniziativa obbliga sia la Confederazione che i Cantoni alla completa considerazione della medicina complementare nell'ambito delle loro competenze. La richiesta dei promotori si basa sul dato di fatto che la medicina complementare attualmente sia svantaggiata rispetto alla medicina scientifica e alla medicina tradizionale. Il Consiglio federale raccomanda di respingere senza controprogetto l'iniziativa del popolo e degli Stati.

Conseguenze imprevedibili

L'iniziativa "Sì alla medicina complementare", deve essere respinta anche dal punto di vista degli assicuratori. Si tratta di un vaso di Pandora: la richiesta dei promotori spalanca la porta ad una massiccia espansione con relative conseguenze finanziarie. Il testo dell'iniziativa è troppo superficiale. La rivendicazione secondo la quale la Confederazione e i Cantoni provvedono "nell'ambito delle loro competenze, alla completa tutela della medicina complementare" è un invito all'avidità.

È prevedibile che tutti i metodi di trattamento alternativi prima o poi dovrebbero essere adottati e questo porterebbe a un'espansione incontrollata dei costi, così come l'obbligo rivendicato dai promotori di una presenza contemporanea della medicina tradizionale e complementare equiparata degli stessi diritti. Un'impennata di costi sarebbe la conseguenza che la collettività degli assicurati dovrebbe finanziare con premi più elevati. Questa iniziativa rappresenta la via sbagliata.

Indipendentamente da come si svolge un trattamento medico, i pazienti, in primo luogo, vogliono guarire. La medicina complementare aiuta molte persone. Quest'ultime hanno diritto a un'adeguata prestazione. La Confederazione deve fissare i limiti con i necessari criteri. Questi devono essere identici tanto nella medicina tradizionale che in quella complementare. I pazienti hanno ovunque lo stesso diritto alla qualità e alla sicurezza. Queste condizioni devono essere soddisfatte. Ogni singolo individuo è responsabile personalmente del tipo di terapia scelto.

Il Parlamento deve aprire una nuova strada

La realizzazione dell'iniziativa popolare "Sì alla medicina complementare", per la sua generica e aperta formulazione, ha conseguenze incalcolabili per l'assicurazione di base. Contrariamente al Consiglio federale e alla Commissione di consulenza del Consiglio nazionale, è necessario che venga formulata una controproposta all'iniziativa che faciliti l'indennizzo di metodi di medicina complementare alle condizioni citate. Spetta dunque al Parlamento aprire una nuova strada attraverso l'elaborazione di una controproposta, visto che il Consiglio federale ha rinunciato ad un tale passo.

* Peter Fischer s'impegna da anni nella politica della salute pubblica. Egli è presidente della direzione di Visana, uno dei preminenti assicuratori svizzeri di malattia e contro gli infortuni.

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