Fabian Ruch / 07.02.2022

Jogging in inverno - I nostri consigli per il freddo

Neve e vento, ghiaccio e temperature sotto zero: i motivi per cui molti di noi rinunciano per mesi a correre all’aperto sono comprensibili. Nonostante questo, abbiamo raccolto alcuni consigli, trucchetti e idee di tendenza per contrastare l’innata pigrizia.

Fare jogging al freddo – quasi come sulla spiaggia dei vostri sogni

Uscire o non uscire? Questo è il dilemma! Chiunque faccia jogging con una certa regolarità si è già posto questa domanda. Ogni stagione ha i suoi motivi per spingerci a rinunciare a una sessione di allenamento. Tuttavia, è soprattutto nei mesi invernali che dobbiamo farci forza per contrastare l’innata pigrizia. Fa freddo. Correre non è confortevole. Si scivola. Il sole sorge tardi e fa buio presto. Ghiaccio e neve possono trasformare perfino il nostro percorso preferito in un terreno accidentato. E a casa, al calduccio, Netflix, lo smartphone e il divano ci tentano. Potremo tornare a correre in primavera, pensiamo... oppure, se proprio necessario, in palestra.

No! No, no e poi no!

Prima di tutto, correre su un tapis roulant in palestra non dà la stessa soddisfazione che farlo all’aria aperta (soprattutto se, a causa della pandemia, siamo costretti a correre indossando la mascherina). In secondo luogo, rinunciare a correre per mesi è deleterio. In ogni caso, la motivazione non dovrebbe mai mancare: è proprio in inverno che si gettano le basi per una buona forma fisica, una solida resistenza e bei momenti. Per chi ama mettersi alla prova, avere un obiettivo potrebbe essere uno stimolo per convincersi a non lasciar passare il lungo inverno senza correre: un esempio? Riuscire a fare un determinato tempo alla prima corsa dell’anno. 

Pianificare i percorsi in modo sensato

Ammettiamolo: per i runner non agonisti a volte è molto difficile uscire a correre quando la colonnina di mercurio scende. Eppure ci sono molti preziosi consigli, trucchetti e idee di tendenza da sfruttare per allenarsi in modo efficiente anche in inverno. La perdita di liquidi è paragonabile a quella estiva, anche se non ce ne accorgiamo. Bere a sufficienza aiuta e, dopo una sessione di allenamento, un tè o una zuppa ci restituiscono calore prezioso. Fare passi brevi, radenti, concentrati e cauti evita di farci scivolare e di cadere. L’intensità dell’allenamento va adeguata alle condizioni: meglio correre più piano, ma più a lungo. Inoltre, il nostro corpo si abitua rapidamente al freddo. L’importante è scegliere percorsi ben illuminati. A causa del pericolo di scivolare su neve e ghiaccio, bisognerebbe percorrere tracciati su cui è stato sparso il sale.  

 

Dal momento che, quando si corre sulla neve, la nostra muscolatura è soggetta agli stessi stimoli di quando corriamo sulla sabbia, basta un po’ di immaginazione per trasportarci senza problemi sulla spiaggia dei nostri sogni. E, se davvero splende il sole, mettere la crema solare è davvero una buona idea: la neve, infatti, riflette la luce del sole. A proposito: anche dei buoni occhiali da sole aiutano a identificare meglio gli ostacoli.

Vestirsi «a cipolla» - È il materiale a fare la differenza

Le scarpe, che idealmente dovrebbero essere impermeabili, devono avere una buona suola. Guanti, scaldacollo, berretto o fascia proteggono dal freddo, perché dalla testa viene disperso molto calore. Una lampada frontale e abiti con elementi catarifrangenti ci rendono meglio riconoscibili. Da ultimo, ma non per importanza, è fondamentale vestirsi «a cipolla». Non suona particolarmente attraente, ma del resto quando si corre in condizioni orribili l’obiettivo non è certo essere sexy: si tratta piuttosto di non avere né troppo caldo, né troppo freddo. Dunque, indossare un giaccone pesante è una scelta da non fare per evitare di sudare troppo e troppo in fretta. Nemmeno non vestirsi a sufficienza perché si dà per scontato di «scaldarsi» mentre si corre, però, è una buona idea. 

 

Insomma: vestitevi a cipolla. E se questo modo di dire non vi piace, possiamo chiamarlo anche «principio dei tre strati». Suona già più funzionale e flessibile, no? E va bene così. Indossare più strati è il modo più semplice per regolare la temperatura corporea in modo naturale e mantenerla a un livello piacevole. Se sotto il sole fa troppo caldo, basta togliere qualche strato per restare sempre nella propria zona di comfort personale. 

 

Il primo strato è traspirante, assorbe il sudore e trasmette al corpo sensazioni positive. L’abbigliamento funzionale (ad es. leggings lunghi e aderenti) trasporta il sudore all’esterno, lasciandoci asciutti. Il secondo strato è responsabile dell’isolamento termico. E il terzo strato, idealmente una giacca, protegge da neve e vento, pioggia e grandine (per chi ha definitivamente bandito la pigrizia dalla propria vita). 

 

Il limite di temperatura

All’inizio dell’allenamento si può anche avere un po’ di freddino: il corpo si scalda rapidamente e i brividi scompaiono subito. E, detto tra noi: dopo gli eccessi delle feste, coprire bene gli addominali solo temporaneamente (si spera) scomparsi non è affatto un dispiacere. I lunghi giri di corsa faranno poi sciogliere i chili di troppo come neve al sole.

 

Non vi abbiamo ancora convinti a fare jogging al freddo? Forse vi serve un altro buon motivo: un allenamento di resistenza regolare non solo vi mantiene sani e in forma, ma riduce anche notevolmente il rischio di prendere un’influenza. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che correre a basse temperature è molto meno gravoso per il corpo, che a queste condizioni non è costretto a sforzi di raffreddamento tanto intensi come in estate. Si suda meno e il sangue fa meno fatica a portare ossigeno ai muscoli e al cuore. Dunque è possibile che corriate più lontano, più veloce e più decisi di quando le temperature sono più alte. 

 

A proposito: per quanto riguarda la condizione fisica, le regole sono sostanzialmente le stesse che nelle altre stagioni. Se non vi sentite bene, naturalmente, abbiate cura della vostra salute e rinunciate ad allenarvi. E – ovviamente – c’è un limite minimo di temperatura a partire dal quale affrontare una sessione di allenamento non è più una buona idea. Anche se molte persone sostengono che l’aria sia già troppo fredda per respirare quando si avvicina al punto di congelamento, la fase veramente critica viene raggiunta quando si toccano i 10-15 gradi sotto zero, sebbene anche in questo caso ci siano differenze individuali. 

Tuttavia, dal momento che sono molto poche le aree della Svizzera in cui fa così freddo, in futuro potrete ignorare senza preoccuparvi le scuse dei vostri amici in materia di temperatura... e sfidare l’innata pigrizia.

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Informazioni su
Fabian Ruch

Pratico prevalentemente sport con la palla (calcio, tennis, golf), ma vado anche volentieri in palestra. Ora lavoro come giornalista sportivo per il quotidiano NZZ e mi sono messo in proprio nel settore della comunicazione. Ho il piacere di sostenere Visana in molti settori tramite i miei testi. Inoltre sono caporedattore della prima rivista sportiva svizzera dedicata alle donne, «SPORTLERIN» Oltre allo sport, tra le mie tante passioni si annoverano anche i viaggi, la lettura e il poker.

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